L’itinerario, piacevole e tranquillo, permette di raggiungere una tra le più importanti testimonianze di epoca romanica presente nell’Alto Lario: il tempietto di San Fedelino. Da Casenda (nel Comune di Samolaco), seguendo le indicazioni per San Giovanni all’Archetto, si giunge in un piccolo spiazzo antistante i ruderi della antica chiesetta. Lasciata l’auto, si imbocca il sentiero segnalato e, passato un ponticello, ci si inoltra in un bel bosco fresco e silenzioso che costeggia il corso del fiume Mera. Raggiunto il bivio con una mulattiera che costituiva l’antica via valliva della Valchiavenna, si prosegue sempre lungo il sentiero che costeggia il fiume, passando accanto agli strapiombi rocciosi del Monte Berlinghera. Superata una piccola salita si torna a livello del fiume, mediante una scala in legno e in breve si giunge al piccolo spiazzo erboso, miracolosamente scampato alle piene del fiume, dove l’architettura romanica del tempietto accoglie il visitatore. Il luogo è particolarmente suggestivo, sospeso tra realtà e leggenda: quella del martire Fedele, soldato romano ucciso dalle guardie imperiali nel 298 e sepolto, secondo la tradizione, proprio nel punto dove oggi sorge il tempio votivo. La chiesa è raggiungibile anche con un altro percorso, più lungo rispetto a quello fin qui descritto, che parte dall’abitato di Dascio. Un’altra opportunità può essere quella di raggiungere il tempietto con la barca partendo dal porticciolo di Verceia.

Durata del percorso: massimo 3 ore – Percorso facile e accessibile a tutti.

Punti di partenza percorso: Casenda (comune di Samolaco) oppure  Dascio (comune di Sorico)

Periodo migliore: novembre – maggio per l’avvistamento dell’avifauna; tutto l’anno per la visita al tempietto di San Fedelino e per le altre attrattive turistiche e culturali.

Tematiche da sviluppare: l’ecosistema delle zone umide, il bosco igrofilo, avifauna acquatica, geomorfologia del territorio, emergenze architettoniche e culturali.

 

San Fedelino _DSC5525

Aspetti artistici del tempio romanico di San Fedelino

Sulla riva occidentale del Lago di Mezzola, in un luogo appartato e silenzioso, sorge il tempietto di San Fedelino. Secondo la tradizione la chiesa fu eretta nel luogo del ritrovamento, avvenuto nel 964, delle ossa del martire Fedele. Secondo fondi di archivio il martirio risale però al lontano 298, epoca in cui l’impero romano era governato dall’imperatore Diocleziano in Oriente e dall’imperatore Massimiano in Occidente. È il periodo delle ultime e feroci persecuzioni contro i cristiani. Fra i nuovi convertiti al cristianesimo vie è anche Fedele, soldato della Legione Tebea che, scoperto, viene catturato e portato a Milano. Con l’aiuto di altri prigionieri Fedele riesce a fuggire risalendo il Lago di Como, a bordo di una piccola barca. Giunto nel Comune di Samolaco, in località Torretta, viene nuovamente catturato dagli inseguitori e barbaramente ucciso. Oltre sei secoli più tardi, per ricordare quel tragico evento, venne edificata la piccola chiesa che costituisce oggi uno dei più significativi esempi di architettura romanica della diocesi di Como. L’edificio è a pianta quadrata con abside semicircolare divisa in tre settori da lesene. L’interno, da cui si accede da due entrate poste lateralmente, conserva nel semicatino della piccola abside, un bellissimo dipinto databile tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, raffigurante il Cristo Pantocratore, affiancato da due angeli e, più sotto, gli apostoli disposti a semicerchio. Degna di attenzione è anche la bella volta a crociera, ritenuta tra le più antiche della diocesi di Como.