Posizione geografica

Il Pian di Spagna si trova nella parte più settentrionale della Lombardia e costituisce la piccola pianura, estesa poco meno di 1600 ettari, posta alla confluenza della Valtellina e della Valchiavenna, tra il Lago di Mezzola e la porzione più settentrionale del Lago di Como. L’area è del tutto pianeggiante ed è posta a circa 200 metri sul livello del mare. L’area si estende  tra le province di Sondrio e Como e comprende cinque Comuni: Sorico e Gera Lario (Como), Dubino, Verceia e Novate Mezzola (Sondrio). Inoltre proprio nell’area del Pian di Spagna hanno origine tre gruppi montuosi dalle caratteristiche differenti: a nord-ovest le Alpi Lepontine con il versante roccioso del Monte Berlinghera (1930 metri di altitudine) che sembra scendere nel Lago di Mezzola;  a nord-est le Alpi Retiche con le cime granitiche che fanno da contorno alla Valle dei Ratti e alla Val Codera e con lo sperone roccioso squadrato del Sasso Manduino (2888 metri); a sud la lunga catena delle Alpi Orobie, con lo scenografico versante Nord del Monte Legnone (2609 metri) a chiudere l’orizzonte.

1gennaio

La Riserva

La Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola è stata istituita da Regione Lombardia nel 1983 in attuazione delle direttive contenute nella Convenzione di Ramsar (IRAN, 1971), aventi come finalità quelle di assicurare l’ambiente idoneo alla sosta e alla nidificazione dell’avifauna migratoria, di  tutelare e mantenere le caratteristiche naturali e paesaggistiche della zona classificata umida, di disciplinare e controllare la fruizione dell’area a fini didattico-ricreativi e di valorizzare le attività socio-economiche presenti nell’area nel rispetto delle esigenze di conservazione dell’ambiente. Il territorio della Riserva Naturale Pian di Spagna – Lago di Mezzola è riconosciuto come Sito di importanza Comunitaria (Sic) e fa parte della Rete Ecologica europea “Natura 2000”, che rappresenta un complesso di siti caratterizzati dalla presenza di habitat e specie sia animali sia vegetali, di interesse comunitario, la cui fruizione è quella di garantire la sopravvivenza a lungo termine della biodiversità presente sul continente europeo.

La Riserva Naturale, oltre alla sua principale vocazione, svolge un ruolo importante nella promozione di diverse attività e iniziative di valorizzazione e fruizione del territorio:

Promozione turistica-Educazione Ambientale.

La Riserva promuove e diffonde la conoscenza del territorio della Riserva e delle sue peculiarità naturalistiche, fra le diverse componenti del tessuto sociale, a partire dai ragazzi delle scuole  sino ai turisti e alle proposte destinate alla  terza età. La finalità principale perseguita è quella di stimolare la nascita e la crescita di una coscienza rispettosa dell’ambiente e di una sensibilità verso le problematiche connesse allo sviluppo sostenibile, attraverso l’organizzazione di iniziative didattico-ricreative rivolte al pubblico e proposte di Educazione Ambientale per le scuole.

Gestione del territorio.

Al fine di agevolare la fruizione dell’Area Protetta da parte dei cittadini e dei turisti, la Riserva è dotata di un sistema di segnaletica orizzontale che indica i sentieri e i percorsi. Inoltre una serie di cartelloni espositivi, posti lungo gli itinerari, descrivono le caratteristiche e le peculiarità del territorio. In modo sistematico vengono effettuati molteplici interventi sul territorio per ripristinare, migliorare, rinaturalizzare aree degradate o inquinate, e per mantenere gli equilibri ecologici tipici degli habitat presenti.

Ricerche e collaborazioni.

La Riserva promuove e appoggia la ricerca scientifica, con particolare attenzione agli studi sull’avifauna migratoria, che costituisce un elemento di pregio e di estremo valore naturalistico della Riserva Naturale. Si possono così raccogliere informazioni utili e importanti e conseguire strumenti per approfondire la conoscenza del territorio e delle sue peculiarità.

Accesso alla Riserva 

In auto: Da Lecco di segue la Strada Statale 36 fino a Colico e, giunti al Trivio di Fuentes, si prosegue in direzione di Chiavenna e, appena superato il Ponte sull’Adda, si entra nel territorio del Pian di Spagna; da Como si percorre tutta la sponda occidentale del Lario sulla Strada Statale 340 (o Strada Regina) fino a Sorico o al Ponte del Passo, attraversato il quale si è al Pian di Spagna; da Chiavenna si scende seguendo la Strada Statale 36 fino a Novate Mezzola, dove il Lago di Mezzola introduce al Pian di Spagna; da Sondrio: si raggiunge il Pian di Spagna percorrendo in discesa la Valtellina sulla Strada Statale 38 fino al Trivio di Fuentes, oppure scegliendo, nell’ultimo tratto la Strada Statale 402 (o Via Valeriana) fino a Nuova Olonio.

In treno: con Trenitalia sulla Linea Milano-Tirano sino alla stazione di Colico e da qui con convogli locali della linea Colico-Chiavenna che fermano ad ogni stazione, compresa Dubino-Nuova Olonio, Verceia, Novate Mezzola.

In barca: con i battelli della Navigazione Laghi, che partono dai principali porti lacustri e permettono di raggiungere Colico o Gera Lario.

Cenni storici

E’ impossibile stabilire quando le prime terre emerse dal Lario divennero accessibili e abitabili tanto da consentire ai primi uomini di iniziare a frequentare quello che diventerà l’attuale Pian di Spagna. Si hanno notizie di manufatti rinvenuti nella località e risalenti all’Età del Bronzo e del Ferro, ma la mancata attuazione di studi archeologici approfonditi non permette, ad oggi,  un’esatta attribuzione . E’ certa invece la presenza dei Romani nell’Alto Lario, almeno a partire dall’età Augustea. Ad essi si deve la fondazione, nei pressi dell’odierno Ponte del Passo, del villaggio di Olonio, e di un fortilizio posto a controllo della navigazione di un punto strategico, cioè il passaggio tra il Lario e il Lago di Mezzola, che si stava restringendo in modo sempre più marcato. Già allora il Pian di Spagna aveva assunto grande importanza come luogo cruciale di transito, a quel tempo soprattutto lacustre, verso le vie di collegamento d’Oltralpe che attraversavano i valichi del Settimo, Giulio e Cuneus Aureus (Spluga), valichi che gli stessi Romani dotarono di strade. A quel tempo la Pieve di Olonio si trasformò in un centro fiorente e attivo, tanto da divenire sede di un Mercatum probabilmente già nel X Secolo. Le ripetute alluvioni e il conseguente impaludamento dell’area decretarono in seguito la rovina del borgo: nel 1456 furono trasferiti alla chiesa di Sorico i privilegi e i diritti appartenuti alla chiesa di Olonio, ormai soppressa. Malgrado il territorio fosse reso malsano dalla diffusione della malaria, mantiene e accentua nei secoli l’importanza del suo ruolo come importante crocevia nei transiti di questa parte delle Alpi e come luogo cruciale da un punto di vista politico e militare. E’ per questo motivo che gli Spagnoli, decisi a mantenere una guarnigione in loco, stante l’inagibilità dell’antica torre romana di Olonio, ormai circondata dalle paludi, nel 1603 eressero sul Colle del Montecchio il cosiddetto Forte di Fuentes, che venne demolito poi alla fine del Settecento ad opera dei Napoleonici.  Le ultime vicende storiche del Pian di Spagna riguardano soprattutto le opere di bonifica e recupero delle aree paludose da destinare all’agricoltura, avviate dagli Austriaci a metà dell’Ottocento con il grandioso progetto di rettificazione del corso dell’Adda e proseguite in seguito fino alla metà del secolo scorso. L’istituzione della Riserva Naturale Pian di Spagna-Lago di Mezzola nella seconda metà del Novecento ha dato un nuovo volto alla realtà di quest’area, con una politica di tutela dell’ambiente che è lineare alla cultura finalizzata alla conservazione, giustamente emersa in questi anni.