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Gli invertebrati

La Riserva Naturale Pian di Spagna – Lago di Mezzola è popolata da numerosissimi invertebrati. Insetti, molluschi, crostacei non sono solitamente animali che attirano l’attenzione, ma la loro presenza è importantissima in ogni ecosistema. Per accorgerci di loro basta visitare la Riserva nelle afose giornate d’estate e soffermarci un attimo nei pressi dei corsi d’acqua a debole corrente o degli stagni. Qui l’aria diventa il regno di farfalle dalle tinte sgargianti come la Podalirio, scattanti e variopinte libellule, vespe, calabroni e una miriade di insetti acquatici. Sotto il livello dell’acqua, al riparo delle grandi foglie di ninfee e nannufari che compongono il lamineto, le larve degli insetti intrecciano furibonde lotte per la sopravvivenza.

Sulla superficie del lago e degli stagni pattinano agilmente gli Emitteri Gerridi, sotto la superficie dell’acqua, con altrettanta agilità si muovono le Notonette, i Ditischi e l’Idrometra. Per sfuggire ai voraci predatori del mondo sommerso, molti invertebrati adulti o allo stadio larvale sfruttano la vegetazione acquatica per nascondersi; i Tricotteri, invece, (conosciuti come ‘portasassi’ o ‘portalegna’), si costruiscono, allo stadio di larva, un fodero di forma pressoché cilindrica, assemblando pezzettini di legna, conchiglie e sassi dell’ambiente circostante: una volta nascosti lì dentro, sono totalmente invisibili alle potenziali prede che, ignare, passano davanti all’apertura del fodero del Tricottero e ne subiscono l’agguato. Sulle rive sabbiose, invece, si rinvengono spesso le conchiglie spiaggiate di Molluschi bivalvi. Sotto i sassi o nel fango di alcune rogge e dei canali che confluiscono nel Pozzo di Riva si nasconde, invece, un ospite ormai raro ovunque: il gambero di fiume, crostaceo molto sensibile all’inquinamento la cui presenza è pertanto indice di buona qualità delle acque.

I vertebrati: Pesci

Sono in numero significativo anche le presenze ittiche, che nella riserva hanno trovato il loro habitat e rispecchiano sostanzialmente le presenze censite tipiche dei laghi Prealpini: la trota fario, la trota iridea, l’agone, il lavarello, l’alborella, la carpa, il cavedano, il vairone, il pigo, il trotto, la scardola, la tinca, la bottatrice, l’anguilla, il luccio, il persico; molti di questi rientrano nel ricettario tipico della cucina del lago. La diversa profondità delle acque determina una differente distribuzione delle specie ittiche. In presenza di acque profonde, come quelle della porzione occidentale del Lago di Mezzola, si trova l’alborella, il lavarello, l’agone, il cavedano, la trota fario e lacustre. La parte orientale del bacino, caratterizzata da acque più basse, ricche di vegetazione , offre maggiori disponibilità di cibo a specie erbivore quali la scardola e la savetta, ma anche alla bottatrice e al pigo, che si nutrono rispettivamente di crostacei e di molluschi. Le acque a corso lento, con fondo fangoso e abbondante presenza di vegetazione, come quelle dei fossi, costituiscono l’habitat ideale della carpa e della tinca.

Gli Anfibi e i rettili

Le presenze faunistiche della Riserva annoverano anche la specie degli anfibi. Sono prevalentemente terricoli e raggiungono gli ambienti acquatici solo nel periodo riproduttivo. Vanno segnalati la rana verde minore, la raganella, il tritone punteggiato e il tritone crestato e il rospo comune, che in primavera compie lunghi e rischiosi spostamenti (sulle strade muoiono ogni anno centinaia di individui) per raggiungere i siti riproduttivi costituiti da pozze o piccoli corsi d’acqua. Qui la femmina, le cui dimensioni sono notevolmente superiori a quelle del maschio, depone fino a cinquemila piccole uova, racchiuse in un lungo cordone trasparente, che viene ancorato alla vegetazione acquatica. Poco legata all’ambiente acquatico è anche la raganella, una minuscola rana dal colore verde brillante come quello delle foglie primaverili, che trascorre gran parte della sua esistenza perfettamente mimetizzata sui rami degli alberi, allontanandosi alla ricerca di piccole pozze solo per la breve parentesi riproduttiva. Posti alle estremità delle dita, la raganella è dotata di dischi adesivi che le consentono di arrampicarsi e saltare da un ramo all’ altro con estrema facilità e le permettono, quindi, un particolare adattamento alla vita arboricola. Gli anfibi costituiscono un gruppo molto importante per la conservazione dell’ ecosistema della riserva. Avendo fasi vitali che interessano sia gli ambienti umidi sia quelli terrestri, sono importanti indicatori ambientali dello stato di salute di habitat complessi dove costituiscono degli interessanti elementi di diversificazione e di biodiversità. Inoltre, grazie al loro ruolo nella catena alimentare, possono svolgere un’ importante azione di controllo nei confronti di vari insetti antropodi anche nocivi, oltre ad essere un’ ottima fonte di cibo per varie specie di uccelli.

I rettili

In acqua o nelle sue immediate vicinanze, la Riserva è l’ahitat naturale anche per la specie dei rettili. In particolare la Natrice tassellata e la Natrice dal collare, comunemente chiamata biscia d’acqua che preda essenzialmente anfibi. amanti degli ambienti secchi sono invece la Lucertola muraiola, il Ramarro,  il Biacco, che può raggiungere eccezionalmente i due metri di lunghezza. Presente anche la specie dell’’Orbettino.

L’avifauna

La Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola, come visto precedentemente, è caratterizzata da vari ambienti: laghi, fiumi, torrenti, canali colatori, canaletti, stagni e pozzanghere, spiagge, aree urbane, zone coltivate attivamente (prato stabile, mais) zone poco coltivate (cariceti), zone di canneto qualche bosco o boschetto, filari, siepi e incolti.
In ognuno di questi ambienti si possono osservare degli uccelli di specie spesso molto diverse.
Sui laghi si possono osservare generalmente varie specie di Anatre tuffatrici (Moretta, Moriglione, Moretta Tabaccata, Quattrocchi) oppure Anatre di superficie (Germano reale, Alzavola, Marzaiola, Fischione), Cigni, Rallidi (Folaga), qualche rara anatra di mare (Orco Marino), Svassi, Strolaghe, Cormorani, Smerghi, Gabbiani e Mignattini; sui fiumi è facile osservare Anatre di superficie e tuffatrici, Cigni, Folaghe, Svassi, Cormorani, Gabbiani e Mignattini.

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Lungo i torrenti della riserva l’occhio attento del visitatore può scorgere molte specie: sono comuni il Merlo acquaiolo, il Martin Pescatore e la Ballerina gialla; mentre lungo i canali colatori si possono osservare Anatre di Superfice, Rallidi  (Folaga, Gallinella d’ acqua, Voltolino, Porciglione, Schiribilla) e qualche Limicolo come il Piro Piro piccolo, Piro Piro culbianco, Piro Piro boschereccio, Beccaccino, Aironi, Tarabuso, Ballerina bianca, Ballerina gialla, Svasso maggiore e Tuffetto); nei canaletti si trovano Airone Cenerino, Beccaccino e Ballerine.
Le spiagge sono frequentate da Limicoli,  Charadridae  (Beccaccini, Corrieri, Pivieri) e Scolopacidae (Chiurli, Pittime, Pavoncelle, Piro Piro), Gabbiani e Cormorani.
I canneti sono l’habitat idoneo per Rallidi,  Tarabusi, qualche rapace, Migliarini, Cinciarelle, Storni, Pendolini, Rondini, Topini e Anatre di superficie.
Filari e siepi offrono cibo ad Averle, Tordi, Fringuelli, Cornacchie, Cince, Picchi e Capinere.
Purtroppo il territorio, pur essendo esteso su 1586 ettari, non è sufficientemente vasto e tranquillo per favorire una nidificazione significativa di specie di particolare pregio, per esempio Limicoli, Anatidi, Ardeidi o Rapaci. Tuttavia, si può confermare la nidificazione certa di almeno una coppia di Airone rosso, Re di Quaglie, Salciaiola, Bigia Padovana, Rigogolo, Upupa, Gufo comune, Cutrettola, Tarabusino e Voltolino.

I rapaci

Una tale ricchezza faunistica non poteva che attirare molti rapaci sia notturni sia diurni. Questi ultimi sono naturalmente più facili da avvistare, magari quando volteggiano con ampie volute sfruttando abilmente le correnti ascensionali, come nel caso della poiana o del nibbio bruno, che raggiunge la Riserva in estate proveniente dai quartieri di svernamento africani. Si posono scorgere anche coppie di falchi, il comune gheppio e il falco cuculo. Sulle pareti rocciose che delimitano al sponda occidentale del Lago di Mezzola nidifica il falco pellegrino. Si ripetono poi i voli di caccia maestosi del falco pescatore e del falco di palude oltre che dell’albanella reale.

I rapaci notturni trascorrono invece la giornata ben nascosti nelle cavità di alberi negli anfratti rocciosi o nel fitto del bosco in attesa del crepuscolo per iniziare l’attività di caccia. Tra i più interessanti: il gufo reale, il gufo comune, l’allocco, il gufo di palude e l’assiolo: questi ultimi due trovano nella Riserva il loro luogo di sosta ottimale durante la migrazione.

Il Pian di Spagna

Il Pian di Spagna è un area tra le più importanti in Italia ed in Europa per lo svernamento di centinaia di anatre osservabili sul lago di Mezzola, sul Mera e sul fronte Nord del Lago di Como.

Il primario e indiscutibile ruolo dell’area protetta è quello di consentire a migliaia di uccelli di riposarsi e nutrirsi durante la migrazione sia primaverile che autunnale. Accade frequentemente che, nei mesi di marzo ed aprile, sulle Alpi, si creino condizioni meteorologiche avverse con venti, nebbie, piogge o nevicate e ciò costringe i migratori a fermarsi sulle pianure sottostanti, in attesa del bel tempo. Si possono notare, proprio in questi periodi, numerosissimi uccelli di varie specie che, già stanchi per aver superato in alcuni casi il deserto del Sahara e il mar Mediterraneo, aspettano di poter valicare le Alpi per raggiungere, finalmente, le loro aree di nidificazione. Viceversa in autunno, dopo aver superato l’arco alpino, molti uccelli stanchi ed affamati scendono sul Pian di Spagna per riprendersi e recuperare le energie spese.
Non tutti gli uccelli migrano: i Picchi e le Cince, per esempio, compiono brevi spostamenti, il Sordone scende dalle zone montane alle quote più basse della valle, il Merlo acquaiolo scende lungo il corso d’acqua con il progressivo avanzamento del gelo. Alcuni uccelli compiono migrazione a medio raggio, come i Tordi ed i Fringuelli, che pur raggiungendo il Continente africano non scendono mai al di sotto del Sahara, altri invece compiono migrazioni lunghissime, di 8000-9000 km, per esempio le Cicogne, le Rondini, i Culbianchi e i Luì-grosso. Le pareti montuose che circondano la Riserva ospitano alcuni rapaci, quali: Nibbio bruno, Barbagianni, Gufo reale, Allocco, Astore e Poiana.

I mammiferi

Le aree non sommerse dall’acqua, quali prati, campi e zone boscate, ospitano e accolgono il contingente dei mammiferi, che nella Riserva  è abbastanza cospicuo. Le loro abitudini, in prevalenza notturne, ne rendono difficile l’avvistamento, ma vi sono animali più facilmente e comunemente osservabili tra cui troviamo il Tasso, la Faina, la Lepre, la Volpe, il più grande tra i predatori che si riproduce in tane scavate sui dossi sabbiosi al riparo da eventuali allagamenti. Animale scaltro e intelligente, la volpe caccia prevalentemente di notte, ma quando deve sfamare la prole è facile avvistarla anche durante il giorno. Presenti in Riserva anche numerosissimi micromammiferi, che vivono celati nell’erba o nella fitta rete di tane sotterranee. Fra tutti vi è il comune topo selvatico, ma anche l’arvicola terrestre, il toporagno comune. I Cervi e più raramente i Caprioli, scesi dalle pendici montuose circostanti occupano ormai da anni il Pian di Spagna e si muovono al suo interno in piccoli branchi. Appartengono alla famiglia degli ungulati e sono attratti dalla tenera erbetta della prateria. Ormai presenti in numero significativo e diventati stanziali negli anni stranziali, accade spesso che arrechino danni alle coltivazioni. piuttosto facile da individuare è la presenza della talpa per la sua abitudine di scavare complesse reti di gallerie sotterranee spingendo la terra in superficie a formare caratteristici cumuli.  infine, la Lontra, mustelide strettamente legato agli ambienti acquatici: presente fino a qualche decennio fa, ora è totalmente scomparsa. L’inquinamento delle acque, il disboscamento delle rive la canalizzazione dei fiumi, il disturbo antropico e la caccia sono i responsabili della sua scomparsa. Per la sua rarità la lontra è da alcuni anni oggetto di specifici progetti di tutela che hanno consentito di effettuare con successo alcune operazioni di reintroduzione. Questi risultati contribuiscono a mantenere viva la speranza di rivedere un giorno la lontra immergersi nelle acque della Riserva.