Posizione geografica e ambiente fisico
L’area del Pian di Spagna si trova alla quota di circa
Il territorio della Riserva Naturale si estende sui Comuni di Sorico e Gera Lario, in provincia di Como e sui Comuni di Dubino, Verceia e Novate Mezzola, in provincia di Sondrio. I confini naturali settentrionali dell’Area Protetta sono costituiti dal massiccio montuoso del Monte Berlinghera, appartenente alle Alpi Lepontine a nord-ovest e dalle cime granitiche delle Alpi Retiche a nord-est; a sud, il Monte Legnone, con i suoi
La formazione del Lago di Mezzola e delle terre emerse del Pian di Spagna è dovuta ad una serie di vicende geologiche che includono l’orogenesi alpina del Terziario e l’accumulo, più recente, di materiale clastico di origine alluvionale, trasportato dal fiume Adda.
I corpi idrici presenti, distinguibili in Lago di Como, nella sua parte sommitale, Lago di Mezzola a nord e il piccolo Lago di Dascio fra i due precedenti, sono il risultato della separazione dell’unico grande Lago che occupava quest’area dopo il ritiro dei ghiacciai (12.000 anni fa) e che si addentrava più in profondità lungo il corso dei due immissari, i fiumi Adda e Mera. Tale processo ebbe luogo in seguito all’accumulo di depositi sul fondo del bacino lacustre originario e al loro successivo affioramento: l’aspetto del Pian di Spagna come appare oggi, è piuttosto recente, in quanto per diversi secoli, fino al 700 d.C., esso fu teatro di innumerevoli esondazioni dei fiumi e del lago, acquisendo le caratteristiche di palude ostile e malsana, solo parzialmente bonificata e coltivata.
Gli interventi di recupero e bonifica di gran parte del territorio vennero effettuati dagli Austriaci nel corso del XIX ed ebbero come risultato la rettificazione dell’ultimo tratto del corso dell’Adda e lo scavo del canale Borgofrancone, le cui acque provengono dalle pendici del Monte Legnone. Gli interventi antropici volti a modificare il territorio, sono stati affiancati dai cambiamenti dovuti ai processi naturali di interramento del Lago di Mezzola, che non hanno mai avuto sosta, grazie anche al proliferare della tipica vegetazione di canneto.
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